Giorno della Memoria – Parlare della Shoah a scuola. Indagine comparata tra Italia e Romania

Il suono del terrore  In occasione del Giorno della Memoria, pubblichiamo un interessante articolo della giovane laureata Madalina Mihaela Ghita, che ci presenta i risultati dell’indagine da lei condotta sulla percezione della Shoah da parte di giovani studenti della scuola secondaria e dell’università. Con uno stile molto spontaneo e personale, l’autrice illustra le motivazioni alla base del suo progetto, il metodo di elaborazione e la struttura del questionario da lei ideato e somministrato a un campione di giovani italiani e romeni, chiamati a esprimersi sull’Olocausto e a scandagliare le proprie conoscenze sull’argomento: la propria Memoria.

Il progetto poetico di Paul Celan fu sempre improntato alla ricerca di un linguaggio capace di far risuonare la voce degli ebrei assassinati per mano nazista, di rendere testimonianza. L’opposizione che lo tormenta negli anni del dopoguerra è quella tra l’oblio, capace di anestetizzare il dolore che toglie il respiro e impedisce di parlare e vivere, e la volontà, sentita come necessità vitale, di tenere viva la memoria di quanto accaduto, nella sua funzione di monito perpetuo.

La correlazione tra ‘oblio e memoria’ è al centro della riflessione di Madalina Ghita e della sua ricerca, che svela qualcosa di interessate sul sentire dei giovani e sul loro desiderio di comprendere e confrontarsi con quanto è accaduto e accade, con la realtà e con l’orrore in cui essa, in alcuni casi, trascina.

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Paul Celan’s Translational Poetics and Ethics of “Repetition”

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Sul numero 55 della rivista Testo a fronte – Teoria e pratica della traduzione letteraria (II semestre 2016)  è apparso l’articolo Paul Celan’s Translational Poetics and Ethics of “Repetition” di Camilla Miglio.

La poetica di Paul Celan è delineata come creazione di uno “spazio traduttivo”, una sorta di spazio-tempo in cui la “ripetizione” di un evento, una parola, una figura, un nome proveniente dal passato, diventa strategia di ricostruzione. Tale strategia viene analizzata stabilendo un rapporto dialettico con il pensiero di Søren Kierkegaard, di cui Celan era lettore appassionato, e con il senso che il filosofo stesso attribuisce alla “ripetizione”. Essa si rivela altresì il fondamento dell’istanza dialogica della poesia di Celan.

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Abstract

Der Sand aus den Urnen – Paul Celan in traduzione

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Nell’estate del 1948 l’editore Sexl di Vienna stampa cinquecento esemplari di quello che Bevilacqua definisce il “libro zero” di Paul Celan Der Sand aus den Urnen. Durante quell’estate il poeta inizia la sua nuova vita a Parigi, lasciandosi alle spalle gli anni di Czernowitz, Bucarest, Vienna, e con essi quelle poesie, che decide di sottrarre ai lettori salvandone solo alcune che troveranno spazio in Mohn und Gedächtnis, nel 1952.

Dalla raccolta Der Sand aus den Urnen, Giulia Puzzo seleziona undici componimenti, di cui propone la traduzione italiana scegliendo come dominante il livello ritmico e fonico dei testi.

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Michael Nyman: Six Celan Songs

Six Celan Songs è il nome di una suite di brani scritti dal compositore Michael Nyman ispirati alla poesia di Paul Celan. Chanson einer Dame im Schatten, Es war Erde in Ihnen, Psalm, Corona, Nächtlich geschürzt e Blume sono le poesie scelte: ognuna di esse contiene immagini floreali.

Qui di seguito Psalm, voce contralto Hilary Summers.

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I brani compaiono nel 1991 nella raccolta The Michael Nyman Songbook, registrate da Ute Lemper e dalla Michael Nyman Band, e l’anno successivo nel concert film diretto da Volker Schlöndorff. Nel 2006 nell’album Six Celan Songs – The Ballad of Kastriot Rexhepi con la partecipazione di altri artisti.

Paul Celan, minotaure de la poésie: un articolo di Thierry Guinhut

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Nel 2013 le edizioni José Corti di Parigi pubblicano il saggio Paul Celan, contre-parole poétique, in cui l’autore John E. Jackson ripropone i testi delle quattro lezioni tenute al Collège de France-Auditoire Guillaume Budé nel 2010, su invito di Yves Bonnefoy et Antoine Compagnon.
Nel mese di maggio lo scrittore e fotografo Thierry Guinhut pubblica una recensione del volume sul suo blog letterario, lodando l’autore per la chiarezza della sua scrittura, come valido «iniziatore all’universo di Paul Celan», capace di avvicinarsi con modestia e semplicità a questa difficile e oscura scrittura. A condurre la riflessione c’è ancora una volta l’apparente inaccessibilità dell’opera celaniana. Se questa al primo impatto appare come un impenetrabile labirinto, il poeta è allora il suo Minotauro, unico a conoscerne i segreti. Un labirinto che tuttavia non smette di attrarre e richiamare a sé, che invita il lettore ad attraversarlo, a ri-costruire un proprio cammino di comprensione. Tra le tracce per orientarsi ci sono la storia e la sua tragicità, i suoi intrecci con la vicenda personale dell’autore. L’invito di Thierry, sull’esempio dell’approccio di Jackson, è quello di avvicinarsi e leggere, lasciandosi talvolta anche solo semplicemente stupire, «con l’umiltà di chi spesso non comprende, poiché nessuno sarà il Teseo definitivo che sconfiggerà questo pacifico e straordinario Minotauro della poesia» che «fu forse il suo stesso Teseo». LEGGI L’ARTICOLO