Paul Celan’s Translational Poetics and Ethics of “Repetition”

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Sul numero 55 della rivista Testo a fronte – Teoria e pratica della traduzione letteraria (II semestre 2016)  è apparso l’articolo Paul Celan’s Translational Poetics and Ethics of “Repetition” di Camilla Miglio.

La poetica di Paul Celan è delineata come creazione di uno “spazio traduttivo”, una sorta di spazio-tempo in cui la “ripetizione” di un evento, una parola, una figura, un nome proveniente dal passato, diventa strategia di ricostruzione. Tale strategia viene analizzata stabilendo un rapporto dialettico con il pensiero di Søren Kierkegaard, di cui Celan era lettore appassionato, e con il senso che il filosofo stesso attribuisce alla “ripetizione”. Essa si rivela altresì il fondamento dell’istanza dialogica della poesia di Celan.

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Abstract

Der Sand aus den Urnen – Paul Celan in traduzione

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Nell’estate del 1948 l’editore Sexl di Vienna stampa cinquecento esemplari di quello che Bevilacqua definisce il “libro zero” di Paul Celan Der Sand aus den Urnen. Durante quell’estate il poeta inizia la sua nuova vita a Parigi, lasciandosi alle spalle gli anni di Czernowitz, Bucarest, Vienna, e con essi quelle poesie, che decide di sottrarre ai lettori salvandone solo alcune che troveranno spazio in Mohn und Gedächtnis, nel 1952.

Dalla raccolta Der Sand aus den Urnen, Giulia Puzzo seleziona undici componimenti, di cui propone la traduzione italiana scegliendo come dominante il livello ritmico e fonico dei testi.

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