Paul Celan, minotaure de la poésie: un articolo di Thierry Guinhut

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Nel 2013 le edizioni José Corti di Parigi pubblicano il saggio Paul Celan, contre-parole poétique, in cui l’autore John E. Jackson ripropone i testi delle quattro lezioni tenute al Collège de France-Auditoire Guillaume Budé nel 2010, su invito di Yves Bonnefoy et Antoine Compagnon.
Nel mese di maggio lo scrittore e fotografo Thierry Guinhut pubblica una recensione del volume sul suo blog letterario, lodando l’autore per la chiarezza della sua scrittura, come valido «iniziatore all’universo di Paul Celan», capace di avvicinarsi con modestia e semplicità a questa difficile e oscura scrittura. A condurre la riflessione c’è ancora una volta l’apparente inaccessibilità dell’opera celaniana. Se questa al primo impatto appare come un impenetrabile labirinto, il poeta è allora il suo Minotauro, unico a conoscerne i segreti. Un labirinto che tuttavia non smette di attrarre e richiamare a sé, che invita il lettore ad attraversarlo, a ri-costruire un proprio cammino di comprensione. Tra le tracce per orientarsi ci sono la storia e la sua tragicità, i suoi intrecci con la vicenda personale dell’autore. L’invito di Thierry, sull’esempio dell’approccio di Jackson, è quello di avvicinarsi e leggere, lasciandosi talvolta anche solo semplicemente stupire, «con l’umiltà di chi spesso non comprende, poiché nessuno sarà il Teseo definitivo che sconfiggerà questo pacifico e straordinario Minotauro della poesia» che «fu forse il suo stesso Teseo». LEGGI L’ARTICOLO

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